Gli adolescenti e il gruppo dei pari

Gli adolescenti e il gruppo dei pari: spazio di confronto e rispecchiamento

Durante l’adolescenza il gruppo dei pari acquista un’importanza centrale. La spinta che i ragazzi sentono verso l’esterno è molto forte, così come la volontà di esplorare il mondo circostante e le relazioni che vi si possono intrecciare. Nel rapportarsi con i propri coetanei, i ragazzi cercano di soddisfare bisogni e desideri impliciti che riguardano diversi piani del sé e che nel rapporto con l’altro possono trovare accoglimento o rifiuto, conferme o disconferme. Le relazioni con il gruppo sono quindi funzionali al raggiungimento di diversi obiettivi evolutivi che sotterraneamente l’adolescenza pone.

Gli adolescenti e il gruppo dei pari.
In cerca di risposte alle nuove necessità

Bisogno di nuovi punti di riferimento

In adolescenza i ragazzi sono naturalmente portati a ricercare nuove figure di riferimento al di fuori della famiglia. In particolare, oltre a possibili figure adulte come insegnanti o allenatori, l’amicizia con i propri coetanei diventa uno dei valori fondanti attorno a cui ruotano alleanze, sfide, confronti e il gruppo rappresenta terreno e laboratorio sociale in cui sperimentarsi e mettersi in relazione con modalità differenti. Gli adolescenti ricercano inoltre in particolar modo una complicità particolare con un “amico speciale”, ovvero un rapporto quasi esclusivo che diventa nuovo punto di riferimento su cui poter fare affidamento. Il gruppo è quindi la palestra di rapporti privilegiata, uno spazio ottimale in cui mettere alla prova ciò che si è acquisito nei contesti di socializzazione precedenti, primo su tutti quello familiare.

Ricerca di una nuova definizione

Il confronto con i coetanei è inoltre funzionale alla ricerca di una propria definizione: l’altro restituisce un’immagine e questo contribuisce alla creazione di una nuova identità per l’adolescente. Nelle relazioni che i ragazzi ricercano, gli obiettivi impliciti riguardano la propria autostima, l’essere apprezzarti dagli altri e sentire quindi di avere un valore, essere sicuri di sé e avere un riconoscimento positivo da parte dell’esterno che li fa sentire visti. Il gruppo supporta l’adolescente nella creazione della sua identità per cui l’altro diventa specchio in cui poter rivedere i propri dubbi e le proprie paure.

Poter far convivere aspetti di sé contradditori

Il gruppo diventa un microcosmo in grado di accogliere aspetti in apparente contraddizione tra loro: complicità e sfida convivono fianco a fianco così come competizione e identificazione. Aspetti di aggressività vanno a braccetto con quelli di solidarietà. Da un lato c’è quindi il costante misurarsi con gli altri alla ricerca di conferme ai dubbi circa il proprio ruolo e il proprio posto nel mondo, dall’altro il desiderio di un’appartenenza e un luogo in cui sentirsi inclusi. Può capitare di sentirsi rifiutati o non ben inseriti all’interno del gruppo dei pari e questo è uno dei grandi problemi dell’adolescenza.

Sperimentare una nuova autonomia

Dentro il gruppo l’adolescente sperimenta una nuova autonomia d’azione in cui iniziare a misurare gli effetti delle proprie azioni. Il ragazzo si comporta da adulto pur restando in un contesto limitato e quindi non risentendone gli effetti reali. In quest’ambito è importante che i genitori riconoscano la relativa autonomia facendo un passo indietro e mettendo in conto che dovranno vedere i propri figli affrontare frustrazioni più o meno grandi per poter continuare nel loro percorso di crescita.

Gli adolescenti e il gruppo dei pari. La famiglia fuori casa

Il gruppo dei pari racchiude quindi molteplici significati e funzioni e rappresenta un terreno nuovo in cui l’adolescente ha l’occasione di sperimentarsi e di mettersi alla prova, di rispecchiarsi e di differenziarsi. La famiglia continua a rappresentare il “porto sicuro” a cui tornare ma la realtà esterna esercita un’attrattiva sempre maggiore.
Le amicizie diventano nuovi punti di riferimento e sostegno nella definizione di sé e della propria identità in un gioco di sfide e complicità destinato a durare nel tempo.



A cura di Adriano Legacci e Anna Galtarossa

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